Frode nel commercio di mascherine: la Procura indaga su un’azienda albanese

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A seguito di una rogatoria pervenuta dalla parte italiana, la Procura di Tirana ha avviato un’indagine sul compagnia farmaceutica “Frog” per l’acquisto e la distribuzione delle mascherine anti Covid-19 nella regione Lazio.

E’ quanto riportato da Shqiptarja.com: l’azienda è di proprietà della 43enne albanese Mirela Ndoci (per il 30%) e del 63enne italiano Vincenzo Nuzziello (per il 70%), entrambi indagati dalla Procura di Tirana in quanto sospettati di frode nel processo d’acquisto delle mascherine anti Covid-19 in Italia.

I fatti

In pieno lockdown, l’azienda italiana “Bio Life SRL” si è aggiudicata il bando riguardante l’acquisto e la distribuzione delle mascherine anti Covid-19 per la regione Lazio, per un valore totale di quasi 5 milioni di euro.

Tuttavia, in seguito la Procura italiana ha scoperto che questa somma di denaro è stata distribuita dall’Italia ad altre compagnie sparse in Europa, tra le quali figurava anche l’azienda albanese “Frog”. Le transazioni in questione sarebbero state effettuate nel periodo aprile-maggio e l’intera somma in denaro sarebbe stata ritirata.

Per indagare sul caso, la procura italiana ha chiesto aiuto alla procura del Paese delle Aquile, che ha impegnato per l’indagine il procuratore di Tirana, Alket Mersini, e alcuni ufficiali del settore contro i reati finanziari.

Una volta avviata l’indagine, nel mese di luglio di quest’anno, Vincenzo Nuzziello ha deciso di rinunciare alle azioni della “Frog” e di lasciare l’Albania. Le sue azioni sono state vendute all’altra socia dell’azienda, Mirela Ndoci, per l’irrisoria cifra di 70000 lek (circa 565 euro).

Proprio la Ndoci è stata l’unica interrogata sulla questione, poiché – secondo la polizia albanese – Nuzziello non è stato trovato. L’attuale proprietaria unica dell’azienda “Frog” ha riferito alla polizia di aver acquistato mascherine, disinfettanti, guanti e altri prodotti sanitari in Turchia, Vietnam, Svizzera, Egitto e altri paesi, sottolineando come il commercio di questo materiale avvenga con diversi clienti sparsi per il mondo.

Per il momento, la polizia e la procura di Tirana non hanno fornito ulteriori sul caso e sui conti bancari di questa società (e se la somma incriminata sia stata sequestrata) poiché l’inchiesta è ancora nelle sue fasi iniziali.

/RDA News

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